Animali e uomo: come è cambiato il loro rapporto

Il rapporto tra il cane e l'uomo è gradualmente cambiato nel corso dei secoli e, negli anni più vicini a noi, negli ultimi decenni. Un rapporto sempre molto profondo, che nelle epoche si è contraddistinto da sentimenti di amicizia, affetto, predominanza, sottomissione, aiuto, soccorso, condivisione, reciprocità. Ma in che modo si è evoluto il rapporto tra i "padroni" e i "cani"? E quale è l'odierno stato di "salute" della relazione con i nostri amici a quattro zampe?

Non più una relazione di "utilità"... 

Rapporto_Uomo_Animali_Famiglia.jpgTralasciando le antiche usanze relazionali, è possibile ricordare che, già in buona parte dello scorso secolo, il rapporto tra uomo e cane era grossolonamente basata sull'aspetto di "utilità". Il cane svolgeva pertanto un mero ruolo di compagnia o, nella migliore (o peggiore, a seconda di come la pensiate) delle ipotesi, serviva ad adempiere a specifiche funzioni di controllo, guardia o altri "lavori". 

Ne deriva che la scelta della razza del cane e il suo addestramento era principalmente legato al compito che si intendeva affidare all'animale domestico. L'attività di addestramento stessa era incentrata sulla ecessità di creare un senso di obbedienza al padrone, all'interno di un contesto molto pratico, in seguito al quale l'uomo era considerato, appunto, un padrone, e il cane uno "strumento", pur amico e senziente, dal quale trarre un vantaggio comportamentale. 

In virtù di quanto sopra, più frequenti erano gli "alloggi" del cane in aree esterne alla casa, con l'animale che veniva ricondotto all'interno delle mura domestiche solo quando era necessario o preferibile che facesse da compagnia al apdrone o ai membri della famiglia. Anche nelle occasioni in cui il cane fosse ricondotto in casa, difficilmente veniva considerato un vero e proprio compagno di vita, preferendo invece considerarlo come uno strumento affettivo o, come sopra, di utilità. 

... ma un sincero rapporto di affetto familiare! 

Oggi giorno il rapporto tra il cane e il padrone si è evoluto positivamente e - seppur non si possano compiere generalizzazioni - è possibile affermare che a partire dalla seconda parte dello scorso secolo si sia avvertita un'accelerazione della tendenza che porta oggi a considerare l'animale domestico un vero e proprio membro della famiglia, a tutti gli effetti. 

Le determinanti che hanno permesso la nascita di questa nuova tendenza sono in parte ascrivibili alla maturazione del movimento animalista, che ha permesso di porre la dovuta attenzione sul valore degli animali come esseri senzienti e meritevoli delle più ampi tutele e considerazioni. 

Il risultato è che oggi il cane è una parte integrante del nucleo familiare, e la presenza dell'animale all'interno dell'abitazione non è certamente dovuta alla volontà di concedere al cane un "premio", o riservarsi la titolarità di uno strumento da fruire per la "guardia" del focolare domestico, o di "gioco" nei momenti in cui si ha la necessità di una compagnia affettuosa, ma è una conseguenza della volontà dell'uomo di arricchire la propria vita attraverso un amico a quattro zampe: una volontà matura e consapevole, che ha altresì comportato un cambiamento culturale graduale e incessante, tanto dal definire "adozione" non "acquisto" l'operazione che può portare un piccolo compagno di vita all'interno del focolare. 

Oggi giorno l'uomo non è più "padrone" del cane, ma un "compagno" con il quale instaurare un rapporto orizzontale. Una relazione non gerarchica e finalizzata a specifiche utilità, ma un fiero e sincero rapporto di affetto e complicità, che continua ad arricchire le vite di milioni di famiglie.

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